Il sabato da dimenticare di Frank Baumann

Ciao, qui è Norimberga. Vi trasmettiamo dall’abisso”. Sono quasi le 17.20 del 29 maggio 1999. Günther Koch, reporter della Bayerische Rundfunk, ha appena terminato una delle radiocronache più incredibili della sua carriera. Il giornalista, che tre giorni prima era al “Camp Nou” di Barcellona per raccontare agli ascoltatori bavaresi la rocambolesca finale tra Bayern Monaco e Manchester United, ha commentato l’ultimo turno di Bundesliga tra il Norimberga, la squadra di cui peraltro Koch è tifoso e il Friburgo. Non è un match qualsiasi, perché i padroni di casa e gli ospiti si stanno giocando la salvezza. Il Norimberga è al dodicesimo posto, con 37 punti e -9 di differenza reti, il Friburgo quattordicesimo con 36 punti, con lo stessa Tordifferenz. In mezzo a loro, lo Stoccarda con 36 punti (-8), dietro a questo terzetto l’Hansa Rostock, 35 punti e l’Eintracht Francoforte con 34 e -14 di differenza reti. Tra queste cinque squadre, una, la terzultima retrocederà direttamente, visto che in quel periodo non si disputava lo spareggio con la terza della 2.Bundesliga. Quello che Koch, in seguito pure membro delle istituzioni proprio del Norimberga, racconterà a partire dalle 15.30 sono novanta minuti che nessuno dei 44mila tifosi del Frankenstadion ha mai dimenticato. Anche perché al 35′ il Norimberga, che è capitanato da Andreas Köpke, portiere campione del mondo nel ’90 (da riserva) d’Europa nel 1996 da assoluto protagonista, è già sotto per 2-0. Con la doppietta di Ali Güneş, turco di Donaueschingen. Il problema è anche quello che succede sugli altri campi. Il primo a salvarsi è lo Stoccarda, con un gol di Fredi Bobic, all’ultima apparizione con gli Schwaben, contro il Werder Brema.

I campi da osservare rimangono quelli di Bochum-Hansa Rostock e di Eintracht Francoforte-Kaiserslautern. Sono due partite a dir poco movimentate, che a un quarto d’ora dalla fine dicono: Bochum-Hansa Rostock 2-2, Eintracht Francoforte-Kaiserslautern 3-1. In questa situazione, nonostante il ko momentaneo casalingo, il Norimberga sarebbe salvo. Quando mancano pochi minuti al termine il quadro varia ancora: perché l’Hansa Rostock è passata in vantaggio 3-2, l’Eintracht è sul 4-1, il Norimberga ha accorciato con Marek Nikl, di testa. Il club della Franconia sta camminando a un passo da baratro. A spingercelo, allo scadere, il norvegese Jan Åge Fjørtoft, che ingannando Andreas Reinke con un doppio passo  porta la “Aquile” di Francoforte sul 5-1. Se le gare finissero in quel momento Norimberga e Eintracht avrebbero gli stessi punti, la stessa differenza reti, ma a salvarsi sarebbero gli uomini che stanno battendo ampiamente il Kaiserslautern per il maggior numero di gol realizzati. Al Frankenstadion, dove i dirigenti erano così sicuri della permanenza della massima serie che hanno già reso noti i prezzi degli abbonamenti per la stagione successiva di Bundesliga, si è sospesi tra l’angoscia sportiva e l’ultima speranza. Nel recupero Nikl tira da lontano, il portiere del Friburgo Golz devia sul palo, il pallone rimbalza in area, per prendere il pallone sprintano due giocatori del Norimberga Pavel Kuka e Frank Baumann. E quest’ultimo ad arrivarci prima, è un difensore e quella è la sua ultima partita con il FCN. È a quattro metri dalla porta, praticamente vuota, Frank calcia, ma in bocca al portiere del Friburgo. Poco dopo Uwe Kemmling, l’arbitro fischia tre volte. Il Norimberga retrocede, l’Eintracht è incredibilmente salvo. Baumann giocherà per altri dieci anni in Bundesliga, disputando anche un Mondiale e un Europeo con la Nazionale tedesca. La sua unica altra maglia sarà quella del Werder Brema, di cui poi diventerà il direttore sportivo e con cui nel 2019-2020 sta lottando per evitare una storica retrocessione dopo 40 anni. E lui, come i tifosi biancoverdi, sperano che nello spareggio con la terza della 2. Bundesliga (2 e 6 luglio) vada decisamente meglio rispetto a quel pomeriggio di maggio del 1999.

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