Liverpool-Colonia e il sorteggio di Rotterdam

Una rivalità infinita. In campo e fuori. È quella che oppone il calcio tedesco e il calcio inglese. Una finale mondiale, diversi match epici tra la rassegna iridata e gli Europei, una sfilza di confronti nelle Coppe, come quello che mercoledì 19 febbraio opporrà il Tottenham e il RB Lipsia. Tra le sfide anglo-tedesche ce n’è una, rimasta nella Storia. È la primavera del 1965 e nei quarti di finale di Coppa dei Campioni il Colonia, vincitore della prima edizione della Bundesliga, è sorteggiato con il Liverpool di Bill Shankly. Sulla carta i britannici, che nel 1962 sono risaliti in First Division e che nei turni precedenti hanno eliminato KR Reykjavik e Anderlecht, sono i netti favoriti. Georg Stollenwerk, ex icona del Colonia, mandato a osservarli, li definisce “imbattibili”. Hanno qualità e calciatori del calibro del capitano Ron Yeats, dell’ala Peter Thompson e della coppia d’attacco Ian St.John e Roger Hunt. I tedeschi, al contrario non hanno per infortunio Hans Schäfer, uno degli “eroi” del Miracolo di Berna, ma possono contare soprattutto su due Wolfgang: Weber, colonna difensiva anche della Nazionale e Overath, giovane, ma già con le chiavi del gioco dei biancorossi tra le mani. La differenza tra le due squadre però all’andata, il 10 febbraio, al Müngersdorf Stadion non si vede. I tedeschi stanno coperti, gli inglesi attaccano, ma è il Colonia ad andare più vicino alla rete con una traversa del bomber Karl-Heinz Thielen.

La sfida di ritorno è invece programmata a Anfield per il 3 marzo. Solo che quel giorno sulla Merseyside si abbatte un’abbondante nevicata. Lo stadio si riempie, compresi i 400 tifosi che sono venuti dall’allora Germania Ovest. La terna arbitrale, quando manca un quarto d’ora al calcio d’inizio previsto, decreta il rinvio. Per il Colonia è una beffa, visto che quella trasferta è costata 10mila marchi, non poco per un club di Bundesliga dell’epoca. Il recupero si deve giocare due settimane dopo, 17 marzo. È una battaglia, dove i “Reds” di Shankly, davanti a quasi 53mila spettatori dominano. I Geißböcke resistono agli assalti dei padroni di casa. Assoluti protagonisti, Weber e l’altro difensore Matthias Hemmersbach, ma soprattutto Anton “Toni” Schumacher. Il portiere dei tedeschi prende tutto quello che si può prendere. Al 90′ prima e al 120′ dopo il risultato non si schioda dallo 0-0. Negli spogliatoi l’estremo difensore dei biancorossi riceve addirittura i complimenti di Caplan, il Mayor of Liverpool e l’indomani i giornali locali scriveranno “Schumacher batte il Liverpool”. Perfetta parità e visto che non sono ancora stati introdotti i calci di rigore, è necessario uno spareggio in campo neutro. Le due società discutono sul dove: i Reds propongono l’”Ibrox Park” di Glasgow, i Geißböcke il “De Kuip” di Rotterdam. Si decide per l’impianto olandese e per il 24 marzo. Nel catino, casa del Feyenoord arrivano su treni speciali 20mila tifosi tedeschi. Dopo 37 minuti però il Liverpool è già avanti di due reti. Il Colonia non molla e sulla fine del primo tempo accorcia con Thielen e poi nella ripresa pareggia con Hannes Löhr. I campioni della Bundesliga reggono, con uno stoico Weber, in campo nonostante quello che i medici al fischio finale diagnosticheranno come una frattura della fibula, un osso della gamba. Praticamente con un calciatore in meno, il Colonia mantiene il 2-2, anche se i giocatori guidati dal capitano Hans Sturm recriminano sull’operato dell’arbitro belga Robert Schaut.

Secondo loro ha annullato un gol regolare a Hornig e non ha visto un fallo di Yeats su Löhr. Al 120′ però non c’è ancora una vincitore. Le regole dell’epoca prevedono il sorteggio. Che non viene affidata a una moneta vera ma a una di legno, che da un lato ha il colore bianco, assegnato al Colonia e dall’altro uno rosso, per il Liverpool. Il primo lancio di Schaut, sotto gli occhi dei poliziotti, dei giornalisti e dei due capitani Yeats e Sturm, è un segno del destino. La moneta rimane in bilico. Bisogna ripetere, ancora. Al secondo tentativo a prevalere è il rosso. Il Liverpool va in semifinale, il Colonia torna a casa, senza avere mai perso. L’allenatore dei tedeschi Georg Knöpfle esprimerà così la sua delusione e quella dei suoi. “Tutto questo non ha nulla a che vedere con lo sport, non può essere che dopo tre partite e quasi cinque ore di partite il risultato sia deciso da una moneta, come quella che i bambini usano per giocare”. Solo sei anni dopo, la UEFA introdurrà i calci di rigore. Il Colonia per ritornare in Coppa dei Campioni dovrà aspettare altri 14 anni. Arriverà in semifinale e a eliminarlo sarà un altro club inglese, Il Nottingham Forest di Brian Clough, futuro campione d’Europa, al termine di altre due partite epiche.

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