Coppe, miracoli e TV, c’era una volta il Boxing Day

©NDR

In Bundesliga, con il diciassettesimo e ultimo turno tra venerdì e domenica, si è chiuso il 2019 del calcio tedesco. C’è stato un periodo però in cui il Fussball scendeva in campo, come accade in Inghilterra, nel periodo delle feste natalizie. Fino all’epoca delle Oberliga il 26 dicembre, lo Zweiter Weihnachtsfeiertag, il secondo giorno di festa di Natale, era la data scelta per fissare i match “di cartello” e in particolare i derby cittadini. Nel 1946, in una Baviera occupata e distrutta, si disputa la stracittadina di Monaco, con il Bayern penultimo in classifica e i “Leoni” secondi. Finisce 1-1 e a fine stagione il 1860 è quarto nella Oberliga Süd, mentre a Francoforte sul Meno nello stesso giorno è in programma il derby tra Eintracht e FSV. Più di un decennio dopo nel ’57 nella Oberliga Nord il 26 dicembre viene giocato Amburgo-Eintracht Braunschweig, in quella stagione una sfida di vertice. Un match ricordato per il campo neutro (di Brema) e per l’incredibile andamento. 0-4 per i Braunschweiger all’intervallo, 6-4 per il HSV al fischio finale. Protagonista assoluto della rimonta Uwe Seeler, al rientro dall’unica espulsione della sua vita (dopo la sua uscita dal campo i tifosi dell’Amburgo erano entrati in campo alla ricerca dell’arbitro, causando così la squalifica del campo) e autore di una tripletta, tra cui una rete in rovesciata.

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Con il passare degli anni, nonostante non siano mancati negli Anni Sessanta e Settanta le partite di campionato a cavallo tra vecchio e nuovo anno, soprattutto recuperi, ma anche giornate intere (vedi la Bundesliga 1964-1965 o la 2.Bundesliga ’76/77), il periodo natalizio era diventato territorio per la Coppa di Germania. Una consuetudine durata fino al 1977 (il 26 dicembre di quell’anno si giocò davanti a 50mila persone la ripetizione dei quarti di finale tra Fortuna Düsseldorf e Schalke 04) e che venne inaugurata nel 1952, quando la DFB-Pokal venne organizzata per la prima volta dopo il secondo conflitto mondiale. La data è sempre il giorno successivo al Natale, il teatro è il Millerntor di Amburgo, dove i padroni di casa del St.Pauli affrontano per il replay degli ottavi di finale il SF Hamborn 07, club dell’omonimo distretto di Duisburg, non lontano da Dortmund. Più che per la posta in palio, la partita è famosa per un altro particolare. È il primo match della storia del calcio tedesco ad essere trasmesso in diretta TV. A mandarlo in onda è la NWDR (Nordwestdeutscher Rundfunk) l’emittente pubblica che solo 24 ore prima ha iniziato la sua regolare programmazione. Due ore al giorno, dalle 20 alle 22, anche se proprio per St.Pauli-Hamborn si fa un’eccezione. Dato che il Millerntor non ha i riflettori si trasmette nel pomeriggio.

La scelta di quell’incontro non è stato per niente casuale. La neonata emittente ha infatti tre impianti di trasmissione: a Berlino, Colonia e Amburgo. Lo studio della NWDR nella città anseatica, da cui nel 1950 erano state effettuate le prime prove tecniche è praticamente di fianco all’impianto, in un bunker costruito durante la guerra e che era usato come punto di osservazione dalla Flak, l’artiglieria contraerea della Wehrmacht. Nel settembre 1952 poi era stata installata una torre di trasmissione alta 36 metri per permettere le trasmissioni in diretta. Qualche mese prima, il 23 agosto, livello sperimentale la NWDR aveva mandato in onda il derby anseatico tra Amburgo e Altona 93. Una diretta, tutt’altro che improvvisata, quella dell’emittente del nordovest della Germania, che contemporaneamente al match al Millerntor ha in programma di trasmettere per la zona di Colonia un’amichevole tra i biancorossi e la Stella Rossa Belgrado. Il match venne rinviato per le cattive condizioni meteo e tutti, tra Berlino, Amburgo e la città del Duomo videro la partita di Coppa di Germania. In verità i televisori per uso domestico registrati nel Paese erano poco più di 2700, tanto che gli spettatori allo stadio saranno di più di quelli seduti davanti allo schermo. Videro una bella partita, ripresa da tre camere fisse, che per la cronaca terminò 4-3 per l’Homborn dopo i tempi supplementari. Una delusione per i tifosi del St.Pauli che per prendersi una rivincita simbolica, dovranno aspettare poco meno di 45 anni.

È il 19 gennaio 1997 e Friedrich Küppersbusch, all’epoca conduttore sul primo canale nazionale del talk show politico “Privatfernsehen”, programma che sponsorizzava l’Homborn (al club aveva dedicato un reportage di 40 minuti e una striscia interna alla trasmissione), aveva organizzato un’amichevole tra i due club. Si giocava nella Ruhr e tra gli spettatori, c’era pure Helmut Sadlowski, l’uomo partita del 1952 e  Mario Adorf, attore italo-tedesco, cresciuto a Mayen, 150 chilometri più a sud. Il risultato finale fu 7-2 per il St.Pauli, con le reti commentate in diretta sulla WDR (una delle “figlie” della NWDR) Horst Heese, ex allenatore di Bundesliga, che aveva mosso i suoi primi passi nel Fussball a Hamborn, lì dove li muoverà pure Christoph Daum. Tra quelle due partite era cambiato tutto. Già dall’agosto 1953 la DFB aveva fissato le tariffe per trasmettere i “suoi” match, dai 1000 marchi per le partite di campionato, ai 2500 per quelle della Nazionale. La strada per l’attuale “spezzatino” del calcio tedesco era stata tracciata, a partire da un match disputato a Natale.

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