Il giorno in cui Helmut Haller battè il Bayern

Tre vittorie in più di sessant’anni. Tante ne ha collezionate l’Augsburg contro il Bayern Monaco, suo avversario nel derby bavarese dell’ultimo turno di Bundesliga. E se il successo più recente, datato maggio 2015, porta la firma di Raúl Bobadilla, il primo è griffato da uno che del FCA è forse il giocatore più forte di sempre. Si chiama Helmut Haller e nell’agosto 1961 è un’ala di grandi speranze, sa dribblare, sa tirare, sa segnare. Ha 22 anni e milita nel BC Augsburg, la “mamma” dell’attuale club, formazione che disputa la Oberliga Süd, uno dei tornei su base regionale su cui è articolato il massimo campionato tedesco. E la prima giornata della stagione 1961/1962 oppone i biancorossi al Bayern. Si gioca al Rosenaustadion, lo stadio che attualmente ospita i match della seconda squadra del FCA. Gli spalti, come spesso accadeva in quegli anni, sono tutti esauriti. Tra chi osserva il debutto stagione dell’Augsburg sulle tribune c’è pure un signore italiano di quasi settant’anni, che partendo da Reggio Emilia ha fatto fortuna nel campo tessile. È avarissimo, capace di sottile ironia e ha una passione: il calcio. Dal 1934 è il presidente del Bologna Football Club, si chiama Renato Dall’Ara. È in Baviera da qualche giorno e con sé ha portato 300mila marchi. Sono parte dei 750mila che servono per acquistare proprio quell’esterno offensivo rapido e creativo. La firma sul contratto c’è già, è del giorno precedente al match, ma Helmut non andrà subito in Italia, disputerà un’ultima stagione in Germania. “Vogliamo capire se e come può adattarsi al nostro gioco” spiega il dirigente emiliano. Più che altro Dall’Ara e i suoi collaboratori vogliono vedere se quel giocatore sia così forte, come crede Fulvio Bernardini, tecnico del Bologna e uomo che ha spinto per averlo.

Dopo i 90 minuti del Rosenaustadion i dubbi per il presidente rossoblù saranno pochi. Perché dopo un primo tempo soporifero, anche a causa del caldo superiore ai trenta gradi, Haller sale in cattedra, complice le poche (e confuse) idee del Bayern. Il 22enne segna due reti e l’Augsburg vince 3-1. Una doppietta meravigliosa, che fa esultare Dall’Ara. “Quello che fatto vedere dopo l’intervallo è interessante” afferma nel dopo partita. E ancora “Abbiamo bisogno di un giocatore di questo tipo. I due gol sono stati belli, ma quello che ha impressionato è che un calciatore intelligente”. Un’investitura, quella del presidente del Bologna, che sarà seguita sempre da grande stima. Haller, che con il trasferimento in Serie A diventerà un professionista a tutti gli effetti a differenza dei suoi colleghi tedeschi, ripagherà la fiducia e l’amore dei tifosi. In 180 presenze segnerà 48 gol, di cui sette nella stagione 1963-1964, quella dell’ultimo scudetto del Bologna. In più sarà insieme a Pascutti fine uomo assist per Harald Nielsen, il danese, altro calciatore di cui Dall’Ara si era perdutamente innamorato.

Haller tornerà accolto come un eroe ad Augsburg solo a fine carriera e in 2.Bundesliga dopo aver vinto anche con la Juventus e aver giocato tre Mondiali, di cui uno, quello del 1966, da protagonista, con sei gol, di cui uno in finale. Proprio nell’antica Augusta, dove esiste una piazza a lui dedicata, nell’estate 2019 si sono incontrati in un’amichevole precampionato il FCA e il Bologna, i due grandi amori calcistici del giocatore. Helmut non l’ha potuta vedere, dato che è morto nel 2012, ma le due squadre gli hanno reso omaggio. Scendendo in campo con il suo nome sulla maglia. Che in Emilia e in Baviera non lascia nessuno indifferente.

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