Brasiliani di Friburgo

Se dovesse debuttare contro Olanda e Irlanda del Nord Luca Waldschmidt, capocannoniere dell’ultimo Europeo U21, diventerebbe l’ottavo giocatore della storia del Friburgo a vestire la maglia della Nazionale maggiore. Il primo, il difensore e all’occorrenza mediano, Jens Todt, è stato uno dei protagonisti di una delle più belle favole della storia recente della Bundesliga. Estate 1991, i rossoneri militano in seconda divisione e il presidente del Friburgo Achim Stocker ingaggia un tecnico di 43 anni. Si chiama Volker Finke ed è un tipo decisamente particolare. Dopo tre anni di servizio nella Bundeswehr, da cui si è congedato con il grado come tenente di un reggimento di artiglieria, Finke ha giocato nelle serie inferiori nel nord della Germania, sua zona di origine, prima di iniziare ad allenare. Ha condotto prima il TSV Stelingen a cinque promozioni consecutive e poi il TSV Havelse alla prima storica salita in 2.Bundesliga. Da questo club, dopo una stagione al Norderstedt, è arrivato a due passi dal confine con la Francia. I rossonerobianchi guidati dal presidente Stocker, che è al timone dal 1972 e che durante il suo mandato ha fatto di tutto, compreso preparare i panini per il buffet delle conferenze stampa, non hanno particolare ambizioni di classifica. “Non dovete mica venire promossi” sintetizza il numero del Friburgo.

Finke però costruisce un piccolo miracolo. Dopo un terzo posto nella stagione di debutto il club del sud della Germania raggiunge la prima storica promozione in Bundesliga. Lo fa con una squadra senza stelle, con alcuni dei suoi fedelissimi ad Havelse come Jens Todt e il portiere Stefan Beneking e un paio di acquisti a bassissimo costo, come l’albanese Altin Rraklli, il primo della storia della massima divisione tedesca, autore di 16 gol nell’anno della promozione. Per acquistarlo il Friburgo ha pagato il suo club, gli albanesi del Besa Kavajë, con un furgone Volkswagen pieno di materiale tecnico. A colpire tutti però non sono gli interpreti ma il gioco del Friburgo, che dopo la promozione ha prelevato dal Homburg il difensore Rodolfo Cardoso. Gli uomini di Finke giocano un calcio offensivo fatto di pressing, fitte reti di passaggi e rapidissimi ribaltamenti di fronte, tanto che nella loro cavalcata in 2.Bundesliga hanno segnato 102 gol in 46 partite.

E nella massima serie le idee di gioco dell’ex ufficiale della Bundeswehr non cambiano, tanto che impressionano anche Lothar Matthäus, che nella prima di campionato della stagione 1993/1994 affronta con il suo Bayern il Friburgo all’Olympiastadion, con 20mila tifosi venuti dalla Foresta Nera. La settimana dopo il debutto assoluto è la volta dell’esordio in casa. Allo Schwarzwald- Stadion, pieno come un uovo, con un nuovo impianto di illuminazione e delle tribune provvisorie supplementari, arriva il Wattenscheid. Tra i 15mila spettatori presenti, più qualcuno arrampicato sugli alberi, non c’è però il presidente Stocker, che a causa della sua salute precaria segue la partita da casa con il televideo. Un peccato perché sarà un trionfo. 4-1 alla fine, con un tiro di lontano di Rrakili ad aprire le danze.

Quella vittoria è l’inizio di una vera e propria “febbre” per quello spicchio di Germania. Dai circa 2000 spettatori che la squadra raccoglieva in precedenza, la media si alza nettamente. Studenti della locale università, ma anche tanti abitanti della zona, innamorati del modo di giocare del Friburgo, ma anche di quello che la neopromossa rappresenta: una squadra “contro”, a partire da Finke, che si presenta con l’orecchino, qualcosa di impensabile per il calcio tedesco dell’epoca o da alcuni giocatori che vivono come normali cittadini, usando la bici o andando in un semplice bar. Sul campo ci sono luci, come le vittorie casalinghe contro le big Borussia Dortmund e Bayern Monaco ma anche qualche ombra, soprattutto nella seconda parte della stagione, tanto che a tre giornate dal termine l’undici di Finke è in sedicesima posizione, dunque se il campionato finisse, sarebbe retrocesso. Qui il Friburgo compie un capolavoro: tre vittorie su tre, 4-0 nel derby con lo Stoccarda, 1-0 nello scontro diretto con il VfB Leipzig e 2-0 contro il già salvo Duisburg. Il club del sud della Germania è salvo.

È il preludio però a una stagione, quella 1994-1995 che da quelle parti se la ricordano ancora. La formazione, rafforzata dall’arrivo del futuro calciatore della Fiorentina Jörg Heinrich, è la rivelazione del torneo. È nata la leggenda dei Breisgau-Brasilianer, come ancora oggi sono chiamati i giocatori del club. In un campionato equilibratissimo, con le prime sei squadre raccolte in altrettanti punti, la squadra, che peraltro non ha nessun brasiliano nella rosa, raggiunge un impensabile terzo posto, a tre lunghezze dal Borussia Dortmund campione. Un percorso fatto di gol, divertimento e di una giornata memorabile. È il 23 agosto 1994, quando il Friburgo schianta in casa il Bayern Monaco di Giovanni Trapattoni. Dopo diciotto minuti i bavaresi sono sotto per 3-0 per le reti di Martin Spanring, Ralf Kohl e Rodolfo Cardoso e al 90′ le reti saranno cinque (a uno) per la formazione di Finke. I giocatori del Bayern sono furiosi, il tecnico dei vincitori chiosa “Ci sono delle vittorie – dice a fine partita – che ti mostrano ancora di più quanto valga la pena lavorare a Friburgo”.

Nel sud della Germania, ai margini della Foresta Nera, l’allenatore ci rimane per altri tredici anni, fino al 2007. Sedici stagioni, nessun tecnico ha mai guidato così a lungo lo stesso club di Bundesliga. Quasi due decenni con qualche delusione, come le retrocessioni in 2.Bundesliga, tante soddisfazioni e un successo, che non sta negli albi d’oro ma che è la base della filosofia attuale del Friburgo. Nel 2001, il presidente Achim Stocker, su impulso proprio di Fink, apre al Möslestadion, la casa dei tradizionali rivali del Freiburger FC, la Freiburger Fußballschule. Per ammodernarla e sistemarla il club ci mette 20 milioni di marchi, a cui si aggiungono i finanziamenti dell’amministrazione cittadina e delle istituzioni calcistiche locali. Da quella struttura, presa poi a modello da molte società di Bundesliga, usciranno tanti giocatori, tra cui Olivier Baumann e Matthias Ginter, che giocheranno nel Friburgo ma non solo. Molti di loro saranno guidati per un periodo più o meno lungo da un ex centrocampista del club, che dal 1988 al 1990 era stato compagno di squadra di Rodolfo Cardoso al Homburg. Si chiama Christian Streich ed è dal 2012 tecnico della prima squadra. È stato lui tra il 2013 e il 2017 a riportare per ben due volte in Europa il Friburgo, valorizzando i giovani usciti dal vivaio. Due traguardi che il presidente Stocker, stroncato da un infarto nel 2009 non ha potuto godersi. Li ha visti eccome invece Volker Finke, che dopo aver guidato brevemente il Colonia e per due anni il Camerun, nel 2019 è stato premiato con un riconoscimento alla carriera dalla Federazione tedesca. Anche per la sua pazienza nel costruire un piccolo miracolo, non curandosi troppo del tempo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...