Sepp Herberger, il trasferimento della discordia

Un derby sentitissimo e un calciatore che dovrebbe giocare in una squadra, ma indossa la maglia di un’altra. 25 settembre 1921, Mannheim, Germania del sud, seconda giornata del campionato locale. In campo due dei club che si contendono il primato cittadino, il MFC Phönix 02 e il VfR Mannheim. In quest’ultima squadra milita un ragazzo di 24 anni, cresciuto nel Waldhof Mannheim 07, la squadra del quartiere della città in cui è nato e con cui solo pochi mesi prima è arrivato in finale nel torneo della Germania meridionale persa con il Norimberga. Si chiama Josef “Sepp” Herberger e giusto una settimana prima di quel match, il 18 settembre, ha esordito in Nazionale, segnando una doppietta nel 3-3 in trasferta con la Finlandia. Insieme a lui hanno giocato Willi Hutter e Karl Höger, con cui fino alla stagione precedente ha formato la “Drei-H Sturm”, l'”attacco delle Tre-H”, uno dei migliori reparti offensivi del Paese. Il derby finisce 3-1 per il VfR. Nulla di particolare, se non fosse per quello che in occasione della prima giornata di campionato, messa in programma proprio nel giorno di Finlandia-Germania, ha scritto il General-Anzeiger. Il quotidiano locale ha riportato che Herberger si è preparato con il Phönix per l’imminente stagione.

L’attaccante però ha scelto l’ambizioso VfR, che ha offerto a Sepp, un posto alla locale filiale della Dresdner Bank e un appartamento dotato di una nuova cucina. La decisione di Herberger fa infuriare i dirigenti del Phönix che vuotano il sacco. Hanno offerto al 24enne e al suo compagno Höger, 10mila marchi per giocare con loro. Anche se la somma, equivalente al triplo del salario annuale di un lavoratore specializzato, è già stata restituita da Herberger, lui e il suo collega, ricevendo un compenso, hanno già commesso un illecito. I calciatori tedeschi infatti sono per legge tutti amateur, in altre parole non possono ricevere alcun compenso legato alla loro attività sportiva, anche se sotto varie forme, dai pasti pagati il giorno del match ai rimborsi spese, dei trasferimenti di denaro già ci sono. E la DFB, la Federcalcio, è inflessibile nella difesa del dilettantismo. Solo un anno prima, nel 1920, la Federazione aveva dichiarato. “Rifiutiamo il professionismo. Ed esortiamo i nostri membri, la stampa e tutti gli amici del Gioco a una leale e comune battaglia contro di esso. Vediamo nel professionismo un grave pericolo per il loro sport, soprattutto per lo sviluppo di un grande gioco del nostro popolo”. Oltre alle parole c’è la legge. I dirigenti del MFC Phönix 02 citano così Herberger e Höger in giudizio. Se a quest’ultimo va molto bene, riuscendo a cavarsela con l’”esilio” a Bonn, il primo rischia di veder troncata la carriera. I giudici federali lo condannano alla radiazione, anche se nel marzo 1922, in appello, la squalifica è ridotta a un anno, tanto che nell’autunno dello stesso anno, a dodici mesi dallo scandalo, Sepp può tornare in campo con il VfR Mannheim. Ci giocherà per quattro anni prima di emigrare a Berlino nel ’26.

Nella capitale della Repubblica di Weimar vestirà la maglia del TeBe Berlin, e inizierà la sua carriera da allenatore spinto da Otto Nerz, l’uomo che l’aveva voluto al VfR Mannheim e primo ct della Nazionale tedesca (di cui Sepp sarà assistente) e da Felix Linnemann, l’allora presidente federale. In panchina Herberger, membro del Partito Nazionalsocialista e con un atteggiamento mai chiarito verso il regime hitleriano, sarà l’uomo che nel 1954 guiderà la Germania Ovest al primo titolo mondiale della sua storia. Lo conquisterà con una squadra composta interamente da dilettanti, almeno dal punto di vista giuridico. Per vedere dei professionisti bisognerà invece aspettare il 1962 e la creazione della Bundesliga. Tra i maggiori promotori del nuovo corso del calcio tedesco proprio Herberger che 40 anni prima aveva rischiato di veder finire una carriera. Per 10mila marchi.

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