In fuga per il calcio, la storia dell’Union 06 Berlin

Il Poststadion è uno degli stadi più particolari di Berlino. Si trova a Moabit, nella vecchia Berlino Ovest, sulla sua facciata campeggia un orologio ed è stato costruito tra il 1926 e il 1929 all’interno di un complesso che in origine comprendeva dieci campi e uno stadio per il tennis, quattro terreni da calcio e una vasca polivalente per il nuoto e il canottaggio. Un luogo di sport, progettato da Georg Demmler, architetto, atleta e funzionario sportivo, che negli Anni Trenta ha ospitato eventi importanti, come il match di pugilato tra l’idolo locale Max Schmeling e il basco Paulino Uzcudun nel 1935 o le partite del torneo olimpico di calcio dell’anno seguente. Qui infatti l’Italia di Vittorio Pozzo aveva cominciato contro gli Stati Uniti il suo cammino verso l’oro a cinque cerchi e la Germania aveva interrotto il suo con la Norvegia. Questo impianto, ricostruito parzialmente e riaperto nell’agosto 1945, ora è la “casa” di alcuni club calcistici della Capitale. Come l’AK Berliner 07, ora in quarta serie e il SC Union 06 Berlin, che attualmente milita nella Bezirksliga Staffel 3, quasi sul fondo del sistema calcistico tedesco.

Una squadra, quest’ultima, dal presente anonimo ma che nasce da un atto di ribellione. E di amore per il Gioco. Germania occupata, fine degli Anni Quaranta. A quell’epoca Berlino è uno dei luoghi di tensione della neonata Guerra Fredda. Divisa in quattro settori e poi,con l’unione della zona americana, francese e britannica, in due, nella città del Brandeburgo le potenze vincitrici stanno giocando una partita importante nel dominio dell’Europa. Per undici mesi tra il giugno 1948, all’indomani dell’introduzione del nuovo marco tedesco e il maggio 1949 le truppe sovietiche bloccano gli accessi al settore occidentale della città, che sopravvive soprattutto grazie ai rifornimenti del ponte aereo più imponente della Storia, organizzato da Francia, Regno Unito e Stati Uniti.

In questa situazione complicata e in continuo divenire scorre il calcio. Non si è praticamente mai fermato dalla fine della guerra. A differenza di quanto succede nell’amministrazione non c’è divisione. Club di Berlino Ovest e Berlino Est giocano insieme con la massima serie, la Stadtliga Berlin, che dà diritto per a partecipare alla fase finale del campionato di Germania. Di tutta la Germania. Tra le formazioni che disputano la “Serie A” del calcio berlinese dal 1947 c’è pure SG Oberschöneweide, che a partire dal 1948, in obbedienza alle direttive delle autorità sportive, ha aggiunto al suo nome la denominazione socialisticamente accettabile di “Union”, quella che ironia della sorte, aveva pure prima del conflitto. Il club ha sede nel quartiere operaio di Köpenick e la sua casa è allo Stadion An der alten Försterei, riaperto poche settimane dopo la fine della guerra. E quelli dell’Union sono tutt’altro che dei comprimari della Stadtliga. Nel 1948 vincono il campionato da neopromossa e si qualificano così per i quarti di finale del campionato pantedesco. L’avversario è il St.Pauli all’Olympiastadion. In un match giocato praticamente in casa davanti a 70mila spettatori gli Eiserne ne prendono sette. A zero. Per più di quarant’anni quello sarà l’ultimo match ufficiale, non di Coppe Europee, tra formazioni delle due Germanie.

Archivio Union Berlino

Due anni dopo, nel 1950, quando con il secondo posto nella massima serie cittadina dietro il Tennis Borussia Berlin, club della parte occidentale della città, i ragazzi di Oberschöneweide riconquistano il pass per la fase finale, tutto è cambiato. In quello stesso anno, a meno di dodici mesi dalla nascita delle due Germanie, la neonata associazione calcistica di Berlino Ovest e la DFB annunciano per la stagione seguente, l’introduzione anche nella capitale del Vertragspielerstatus. In altre parole i giocatori che parteciperanno alla Stadtliga riceveranno un corrispettivo economico. Non è uno stipendio vero e proprio, ma per i vertici del Deutsche Sportausschuß, il massimo organismo sportivo della neonata Repubblica Democratica Tedesca, è troppo. Secondo le loro idee il nuovo status di atleti “retribuiti” non sarebbe funzionale alla costruzione di “vero movimento democratico di sport popolare”. I vertici ordinano il ritiro delle squadre di Berlino Est dalla successiva edizione della Stadliga e contestualmente negano, come già avevano fatto nel 1948 con il SG Planitz all’Union Oberschöneweide i permessi per andare a giocare il primo turno del torneo pantedesco in programma a Kiel, in Germania Ovest, conquistato dopo un doppio spareggio con il Berliner SV 92.

A differenza del club di uno dei quartieri di Zwickau giocatori e allenatori del club di Köpenick decidono di disobbedire. “Approvavamo tutti l’adozione del Vertragspielerstatus – racconterà anni dopo Richard „Hardi“ Strehlow, il capitano della squadra – così che i pagamenti non sarebbero stati più illegali e ci vedevamo, a causa del divieto di viaggiare, colpiti nella nostra libertà di calciatori”. Il 28 maggio la formazione guidata in panchina dall’ex Hertha Berlin Hannes Soebek parte dall’aeroporto militare di Gatow a Berlino Ovest diretta nel nord della Repubblica Federale. Se ne va di fatto la squadra titolare, a partire da Paul Salitsch, il bomber della squadra. A Kiel, come all’Olympiastadion nel 1948, non andrà bene. Anzi. Sconfitta 7-0, ma l’inizio di una nuova vita, supportata da chi nella parte occidentale della città ha provveduto a fornire alloggio e un lavoro ai fuggitivi. Il 9 giugno 1950 nei locali del Süd-Ost-Kasino, a due passi dal fiume Spree, i fuggitivi fonderanno un nuovo club: l’Union 06 Berlin e.V, che gioca le sue partite proprio al Poststadion.

L’esempio della prima squadra lo seguiranno anche diversi giocatori della giovanili, tanto che nell’agosto 1950 su 168 membri, 95 vengono da Berlino Est. Accanto a loro un altro gruppo di Oberschöneweider darà vita a una società, poi discioltasi, il BBC Südost, con sede a Kreuzberg, a poche centinaia di metri da dove nel 1961 verrà fatto passare il Muro. A parte qualche sussulto negli Anni Cinquanta e una qualificazione alla Coppa di Germania a metà Anni Settanta l’Union 06 Berlin, che gioca in biancoblù, non rivivrà più i fasti del passato, scivolando nelle retrovie del calcio cittadino e nazionale. Non mancheranno però gli incontri con i cugini dell’Union. Nel 1952, a Walter-Ulbricht-Stadion di Berlino Est, il primo (2-0 per gli ospiti), nel 2015, il 18 gennaio, al Poststadion l’ultimo: 7-1 per l’Union di Köpenick già in 2.Bundesliga. Un match con uno scopo speciale: quello di far vivere un pomeriggio diverso ai tanti profughi che in quel momento stavano arrivando a Berlino. Come era capitato al SC Union 06 nella tarda primavera del 1950.

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