FC Saarbrücken, quattro gol per la Storia

Il Cinque aprile 2011 lo Schalke 04, da poche settimane in mano a Ralf Rangnick, sorprende l’Europa. Nell’andata dei quarti di finale di Champions League i Knappen, fino a qualche settimana prima guidati da Felix Magath, battono l’Inter di Leonardo al “Meazza”. E lo fanno con un risultato straordinario: 2-5, firmato da Matip, Raúl e dalla doppietta del brasiliano Edu più l’autogol di Ranocchia. Quell’impresa, oltre a valere allo Schalke di fatto una qualificazione storica alle semifinali, stabilisce anche un nuovo record, quello della vittoria con più gol di un club tedesco in Italia nelle Coppe Europee. Un primato che resisteva da quasi 56 anni e che era detenuto da un club, il FC Saarbrücken, oggi in quarta serie, che nel 1955 quando l’aveva conseguito, non era tedesco. O almeno non ancora. I neroazzurri infatti erano i rappresentanti della Saar, la regione al confine della Francia di cui Saarbrücken è capoluogo e che dal 1947 era diventato un protettorato francese, dopo essere stato occupato dagli Alleati nel 1945.

Uno Stato che aveva un parlamento, una costituzione, una moneta propria, ma anche delle istituzione sportivi, come la Saarländischer Fußballverband, la Federazione calcistica locale, fondata nel 1948 e presieduta dal 1950 da Hermann Neuberger, futuro capo della Federcalcio tedesca. Nonostante la situazione politicamente intricata ed economicamente complicata, il calcio nella Saar infatti non si è mai fermato. Dal 1945 i club della regione disputano i campionati in Germania, ma nel ’48 tutto cambia. Alle società locali viene proibito di giocare nelle leghe tedesche e imposto di disputare i tornei in Francia. In più la SFB, che nel ’50 prima della “sorella” DFB sarà ammessa alla FIFA, comincia a organizzare la Ehrenliga, la massima divisione della Saarland. Il Saarbrücken viene incluso nella seconda serie francese, fuori classifica e dato che si considera troppo forte per quel campionato manda la squadra riserve a disputare la Ehrenliga.

Dodici mesi più tardi, nel 1949 dopo aver vinto ufficiosamente la D2, il Saarbrücken, o meglio il Sarrebruck chiede addirittura l’ammissione alla Federazione francese presieduta da Jules Rimet ma i club, soprattutto quelli di Alsazia e Lorena obbligato durante la guerra a giocare nella Gauliga tedesca, dicono “no”. Così, per due anni, fino al ritorno (calcistico) in Germania delle squadre della Saar (c’era anche il Borussia Neukirchen), la prima squadra del Saarbrücken scenderà in campo solo per amichevoli e per la Internationaler Saarlandpokal , torneo a inviti organizzato dallo stesso club. E nella Oberliga Südwest, uno dei cinque gironi della allora massima serie del calcio tedesco, dove era stato inserito nel 1951 i neroazzurri fanno tutt’altro che male. Lo vincono nel 1952 e fino al 1955 non scenderanno mai sotto il quinto posto. Proprio in quest’ultima stagione il Saarbrücken manca la qualificazione alla fase finale, ma con la terza piazza si guadagna un posto nella neonata Coppa dei Campioni, organizzata dalla UEFA. Non come rappresentante della Germania (sarà il Rot-Weiss Essen di Helmut Rahn), ma della Saarland, che nel 1954, è stata una delle associazioni fondatrici della confederazione europea.

Il primo turno, che non è sorteggiato ma è stato deciso a tavolino dagli organizzatori è davvero ostico. Gli avversari infatti sono i campioni d’Italia del Milan. Hector Puricelli, tecnico dei rossoneri, ha a disposizione una rosa di altissima qualità, tre nomi su tutti: Cesare Maldini, Nils Liedholm e Juan Alberto Schiaffino. L’andata del doppio confronto è fissato per giovedì primo novembre 1955 a “S.Siro”. Non è una data qualsiasi, soprattutto per gli ospiti. Dieci giorni prima, il 23 ottobre, gli abitanti della Saarland hanno bocciato il referendum con ampia maggioranza che proponeva la nascita di uno stato indipendente sotto egida internazionale, dando di fatto il via al processo di ricongiungimento con la Germania. I nerazzurri, allenati da Hans Tauchert, allievo di Otto Nerz e tecnico multisport (nel 1933 aveva conquistato un titolo tedesco di pallamano con il Waldhof Mannheim) arrivano a Milano (in treno, tre giorni di viaggio) da assoluti outsider.

Anche se sono tutti dilettanti, per esempio Herbert Martin era un impiegato, non sono però la classica “cenerentola”. Anzi. Sono un gruppo affiatato e hanno una più che discreta esperienza internazionale. Nel 1951 hanno battuto al vecchio “Chamartin” 4-0 il Real Madrid e Jules Rimet, parlando di loro, li ha definiti “la squadra più interessante del Continente”. Molti poi come Werner Otto, l’unico calciatore che insieme a Herbert Binkert nel 2019 può ancora raccontare del FCS-Wunderteam, hanno anche giocato con la maglia della Nazionale della Saarland, allenata da Helmut Schön, che ha conteso a Norvegia e Germania Ovest, il pass per i Mondiali ’54, vinti proprio dalla Nationalmannschaft.

I 18mila spettatori di “San Siro” sono comunque convinti che in campo, agli ordini di Gottfried Dienst, il futuro arbitro di Inghilterra-Germania ’66, ci sarà poca storia. Al 5′ c’è già un gol, ma è del Saarbrücken con Peter Krieger. Il vantaggio dura poco, con i rossoneri che riescono prima a impattare con Frignani, poi a passare avanti grazie alle reti di Schiaffino e Dal Monte. La squadra della Saarland è però tutt’altro che in balia degli avversari e quando punge fa male. Come al 43′ quando Waldemar Philippi accorcia sul 3-2. La ripresa per il Milan è ancora più difficile. Il Saarbrücken corre, lotta e segna. Due volte, a cavallo di metà ripresa. Con Karl Heinz-Schirra e Herbert Martin. Sì l’impiegato. Il risultato 4-3 non cambierà più. I nerazzurri diventano la prima squadra con base in Germania a vincere un match in una competizione europea. Quell’impresa servirà a poco, perché il 23 novembre al ritorno il Milan vincerà 4-1, dopo essere stato bloccato sul 1-1 per più 75′ dal gol di Herbert Binkert, uno dei più talentuosi della squadra, assente a Milano per infortunio.

Quel doppio confronto sarà l’unico e l’ultimo della storia del Saarbrücken e di un club proveniente dalla Saarland. Poco più di un anno dopo quella sfida, il 1 gennaio 1957, infatti la regione diventerà il decimo Land della Germania Ovest. Chi tornerà nell’Europa calciastica sarà due stagioni dopo il tecnico del Saarbrücken Tauchert, ma sulla panchina del Borussia Dortmund. E non gli andrà bene. Ai quarti di finale uscirà, proprio a “San Siro”, contro il Milan, ancora un 4-1, con ancora Nils Liedholm in campo.

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