Frank Mill, un errore da Klassiker

123 gol in 387 partite di Bundesliga, un terzo posto olimpico, da capitano a Seul 1988, un titolo di campione del mondo nel 1990 e una Coppa di Germania nel ’89. Frank Mill, classe 1958, da Essen, cuore della Ruhr, è stato uno degli attaccanti tedeschi più prolifici degli anni Ottanta. Se però chiedete a qualunque appassionato di Fussball di mezza età perché si ricorda il centravanti di Rot-Weiss Essen, Borussia Mönchengladbach, Borussia Dortmund e Fortuna Düsseldorf, non vi parlerà di una rete, ma di un gol mancato. Clamorosamente.

9 agosto 1986, Olympiastadion di Monaco. Nella prima giornata di campionato si affrontano il Bayern Monaco di Udo Lattek, campione di Germania e il Borussia Dortmund di Reinhard Saftig, che solo pochi mesi prima si è salvato dopo un triplo spareggio con il Fortuna Köln. Non è sulla carta uno scontro di vertice, ma i gialloneri sono una delle mine vaganti di quella Bundesliga, anche perché in estate si sono rafforzati con l’acquisto del difensore Thomas Helmer e di due attaccanti, Norbert „Nobby“ Dickel e proprio Frank Mill. La punta è stato ceduta dal Borussia Mönchengladbach per 1,3 milioni di marchi, dopo alcuni dissapori con il tecnico Jupp Heynckes, “reo” di averlo criticato aspramente al termine di una epica rimonta subita dal ‘Gladbach in Coppa UEFA dal Real Madrid, Motivo? I troppi errori di Mill nel match di ritorno con gli spagnoli.

Per Frank quello di Monaco è l’esordio in un match ufficiale. Che non inizia nel migliore dei modi. Dopo un minuto i padroni di casa, sono già in vantaggio con una rocambolesca rete di testa di Roland Wohlfarth. L’occasione per il pari capita proprio a Mill. Passaggio filtrante, l’altissima linea difensiva del Bayern sbaglia la trappola del fuorigioco e l’attaccante di Essen si infila, bruciando in velocità anche il portiere Jean-Marie Pfaff. Tra lui e la porta non c’è niente, lui avanza e aspetta. Forse troppo. Alla linea dell’area piccola calcia con il numero uno avversario che gli lancia in scivolata. Tutti in campo e fuori si aspettano il gol, ma la palla finisce sulla base del palo. “È stato il momento peggiore, quello in cui mi sono accorto che la sfera non era in rete” dirà 20 anni dopo al “Der Spiegel”, lo stesso Mill. “Vorrei dire che Pfaff mi aveva messo sotto pressione – aggiungerà – ma sono stato solo io”. Quel match terminerà 2-2 e Frank verrà sostituito all’89’. L’errore lo perseguiterà, ben oltre il fischio finale. “Credo che il mio allenatore avrebbe voluto difendermi – dichiarerà allo “Spiegel” – ma le settimane successive sono state difficili per me. Mi prendevano tutti i giro, perfino alcuni miei compagni”.

A fine stagione a Mill, che qualche mese dopo durante un viaggio negli Stati Uniti vide il suo errore addirittura in uno show televisivo, e al Borussia Dortmund, di cui diventerà anni dopo capitano, andrà tutt’altro che male. I gialloneri raggiungeranno la quarta posizione, la migliore dal 1967 e il neoacquisto firmerà 17 reti, formando con Michael Zorc, l’attuale direttore sportivo della società della Ruhr e Dickel, uno dei migliori tridenti del campionato. Mill si ritirerà nel 1996, dopo aver riportato in prima divisione, il Fortuna Düsseldorf. Ora allena con passione i bambini, con un’unica richiesta, come ha raccontato ridendo allo “Spiegel”. “Ragazzi, mi potete chiedere tutto, ma non cosa è successo a Monaco vent’anni fa”. Perché un errore, come un gol, è per sempre.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...