Vestenbergsgreuth, l’esordio da incubo del Trap

Una partita ideale per cominciare la propria avventura sulla panchina del Bayern Monaco. Per il nuovo arrivato Giovanni Trapattoni il primo turno di Coppa di Germania sembra essere l’esordio ufficiale perfetto. Il sorteggio ha opposto infatti i vincitori della Bundesliga al TSV Vestenbergsgreuth, giovane e semisconosciuto club della Franconia, nord della Baviera appena promosso in Regionalliga Süd, uno dei tre gironi in cui era divisa la terza serie tedesca. Il match, non trasmesso dalla TV tedesca, è previsto per la serata del 14 agosto, non al piccolo stadio dei biancorossi, inadatto per accogliere i tanti supporters ospiti, ma al “Frankenstadion” di Norimberga, distante 50 chilometri. In uno dei tempi del calcio tedesco arrivano quasi 25mila tifosi, compresi quelli del club “di casa”, che non amano il Bayern e proprio per questa ragione fraternizzano con i fan del Vestenbergsgreuth. La maggior parte degli spettatori sono però lì per vedere i fuoriclasse dei campioni di Germania. Il Trap infatti schiera, a parte qualche giovane come Nerlinger e Hamann e una riserva come Sternkopf, i suoi “pezzi da novanta”, tra cui i campioni del mondo Jorginho e Matthäus, i talentuosi Scholl e Witeczek, il Pallone d’Oro Papin, oltre a Oliver Kahn. Dall’altra parte invece l’allenatore Paul Hesselbach, che proprio in quello stadio ha giocato per più di un decennio, ha a disposizione una rosa di dilettanti. C’è Werner Pfeuffer, il capocannoniere della squadra, che fa il poliziotto, Ralf Scherbaum l’elettricista, Reiner Wirsching dopo una discreta carriera in prima divisione pensa più alla medicina che al pallone, mentre Frank Schmidt, compagno di Witeczek al Mondiale U20 del 1993, ha un lavoro in banca. E poi c’è il centrocampista sinistro Roland Stein, 21 anni, un piccolo appartamento nella casa dei genitori e un impiego nell’azienda di tè, che dal 1974, anno della fondazione del club, sostiene il Vestenbergsgreuth.

La partita, a parte l’avvio sprint dei campioni di Germania diventa tutt’altro che facile. Gli amateur reggono bene, Scherbaum fa un paio di interventi, prima su Papin l’altro miracoloso su Mehmet Scholl. Poi al 43′ l’impensabile. Indecisione dei bavaresi al limite della propria area, palla recuperata da Wolfgang Hüttner, cross dalla destra, perfetto inserimento di Stein, colpo di testa sporco e gol. L’elettricista esulta con le braccia al cielo in un Frankenstadion che ribolle, il Vestenbergsgreuth è in vantaggio. Per pareggiare Trapattoni a inizio ripresa inserisce toglie Hamann e mette Schupp, ex Kaiserslautern. Per poco però al 50′ è il Vestenbergsgreuth a raddoppiare sugli sviluppi di un angolo, su cui si avventa Hüttner e su cui a salvare è Scholl, con Kahn battuto. Più il tempo passa più il Bayern sale e i padroni di casa si “abbassano”, non rinunciando però alle sortite in contropiede. Il muro della formazione della Franconia però regge, scricchiolando solo al 93′ quando Papin supera Scherbaum ma la palla va a sbattere contro il palo. Al triplice fischio di Merk il campo è invaso. Trapattoni, arrivato per rilanciare il Bayern dopo una stagione culminata con il Meisterschale ma costellato da problemi, è già sulla graticola. La stampa tedesca ironizza sul fatto che l’allenatore azzurro abbia imparato solo tre parole “Danke, Bitte und Vestenbergsgreuth”.

Il tecnico di Cusano Milanino zittirà tutti e non solo con la celeberrima conferenza stampa di Strunz. Quando lascerà la Baviera in bacheca ci saranno un campionato tedesco, una Coppa di Germania e una Coppa di Lega nazionale in più. Neanche l’avventura del Vestenbergsgreuth finisce quella sera a Norimberga. Il Vestenbergsgreuth, che ora gioca nelle serie minori e davanti al suo impianto ha dedicato una targa all’impresa, passerà un altro turno (5-1 all’Homburg), uscendo poi solo agli ottavi ai rigori con il Wolfsburg, all’epoca militante in 2. Bundesliga. Tra gli eroi del 14 agosto in pochi avranno l’occasione di calcare i campi di campionati di categoria superiore. Stein, che in un’intervista a distanza di 20 anni ha ricordato come si sia riempito d’orgoglio quando un commesso ha riconosciuto il suo nome sulla carta di credito usata per comprare uno zaino per il figlio, subirà un infortunio agli adduttori e dopo aver militato nello Schweinfurt e nel Greuther Fürth si ritirerà per gestire l’azienda di famiglia dopo la morte prematura del padre. Ora fa l’operaio specializzato, mentre gioca in club di dilettanti della zona di Bamberg, allenando anche il figlio. Più fortunato di lui è stato Frank Schmidt, che collezionerà più di 300 presenze da “pro” spingendosi fino alla seconda serie con l’Alemannia Aachen.

Dal 2007 siede sulla panchina dell’Heidenheim, portato fino alla 2. Bundesliga. I blu-biancorossi-rossi nel prossimo turno di Coppa di Germania proprio il Bayern Monaco. E Frank non potrà non ricordare quel giorno a Norimberga.

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